Viviamo in una città trasformata in un palcoscenico grottesco delle politiche securitarie. Le nostre strade sono attraversate da camionette di soldati, le piazze desertificate da ordinanze proibizioniste, l’Università barricata dietro check point militarizzati. Le telecamere seguono ogni nostro movimento, e il resto lo fanno agenti in divisa. Benvenuti nella nostra città. Padova, città universitaria. Una città che ha reso merce la ricchezza di chi la attraversa, perché sembra aver paura che questa ricchezza, fatta di idee, esperienze, rivendicazioni e libertà, possa trasformarla radicalmente. Questa città sembra avere paura di tutto. Della diversità, della socialità, dello spritz, degli studenti, del suo passato. Paure e allarmi sociali agitati al punto da determinare in tante persone nuove percezioni, nuovi sguardi, nuovi atteggiamenti, nuove relazioni e nuovi ordini discorsivi. Il sospetto, la diffidenza, e il conformismo sono indicati da chi questa città la governa come rimedi necessari per vincere ciò che ci minaccia: stranieri, naturalmente predisposti all’odio, e giovani italiani non disciplinati a sufficienza. Un’eccedenza considerata insieme come fonte di illimitati guadagni e come eterno, possibile, capro espiatorio. Lo spettacolo della paura è un affare per molti. Soprattutto perché permette di giustificare la chiusura di luoghi di socialità e di critica, e impone immaginari che riproducono ordine e consenso. Consente di distinguere il normale dal patologico. Desideri e paure messi a profitto: sul palcoscenico è di scena il regime del controllo. Reality Shock è ciò che vive nei coni d’ombra dei riflettori, ciò che vive al di fuori del mercato della paura e dei desideri indotti. Un’opportunità per togliere il velo a matrix e farci beffa delle rappresentazioni manipolate della realtà che cerca di imporci chi ci governa. È uno spazio aperto al conflitto, alla libertà del pensiero critico, alla produzione di un universo di immaginari capace di trasformare la realtà, quella vera della crisi economica, dello sfruttamento delle nostre potenzialità fisiche ed intellettuali e delle guerre globali. Reality Shock è un laboratorio di inchiesta e ricerca sulle condizioni di precarizzazione esistenziale, sulle nuove strategie di controllo sociale, sulle forme di resistenza e conflitto che si dispiegano nel tessuto sociale. Reality Shock è anche un luogo fisico in cui liberare socialità, costruire progetti, mettersi in rete, produrre quel sapere autonomo capace di serpeggiare sovversivamente nelle pieghe cupe e annoiate dei luoghi comuni imperanti, elaborando quella consapevolezza in grado di riportare le nostre paure, i nostri timori, le nostre insoddisfazioni e la nostra rabbia nell’unico spazio adeguato, quello segnato dalla critica delle politiche di questo governo e di questa amministrazione comunale, quello dove i desideri irriducibili di libertà, autonomia, autodeterminazione e partecipazione possano dare forma a un nuovo modo di vivere noi stessi, le nostre relazioni e la nostra città.


